Grindhouse: il film di un uomo coraggioso

Inserito il 04 giugno 2007




Grindhouse – a prova di morte (Grindhouse – Death Proof, 2007 ), di Quentin Tarantino con Kurt Russell, Rosario Dawson, Rose McGowan, Quentin Tarantino, Vanessa Ferlito, Sydney Tamiia Poitier, Zoe Bell, Jordan Ladd, Omar Doom, Marcy Harriell.

Data di uscita: 1 Giugno 2007 (cinema)
Visto il: 1 giugno 2007 (cinema)

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Consigliato? Per chi ama i piedi delle donne, i pantaloncini corti, le gambe grandi, gli inseguimenti e le macchine distrutte… e per tutti i tarantiniani tarantolati.

La maggiore qualità di Tarantino è il coraggio. Pochissimi registi al mondo hanno infatti concretamente realizzato una carriera così coerente e “sperimentale” come la sua.

Grindhouse, film che originariamente avrebbe dovuto dare il titolo al progetto comune con Robert Rodriguez che comprendeva Death Proof di Tarantino e Planet Terror di Rodriguez arriva in Italia a metà con Death Proof che cambia il nome in Grindhouse e la prima impressione al termine del film è proprio l’assenza di “qualcos’atro” (Planet Terror arriverà da noi forse in autunno).

Probabilmente i due registi avrebbero dovuto portare sino alle estreme conseguenze la loro operazione di cinema retrò e montare in sequenza i loro due film proprio come fossero due puntate di serial televisivi (da 50 minuti) e non due film (solo quello di Tarantino dura 2 ore). L’ampia durata, infatti, negli Stati Uniti ne ha pregiudicato fortemente il successo.

Dal film emerge il forte amore di Tarantino verso i b-movie splatter, slasher, horror, thriller, verso la sexploitation, la blaxploitation, gli spaghetti-western e i serial televisivi statunitensi degli anni 70. La lavorazione cromatica (il regista è anche direttore della fotografia) e la modalità di presentazione della pellicola (fintamente rovinata, saltellante e con colori saturi) è un chiaro e apprezzabile atto d’amore verso quella particolare iconografia cinematografica. Una volta fissato l’immaginario culturale di riferimento poi, Tarantino si diverte a immettere divertenti incongruenze estetiche come i telefonini e gli i–pod.

Anche la scelta degli attori segue i canoni estetici della fine degli anni 70: Kurt Russel con tutti i suoi “segni” è semplicemente perfetto nel ruolo del cattivo killer spietato e la bellezza femminile è tutta a base di piedi smaltati, gambe larghe, pance pronunciate e pantaloncini attillati… più che un film, sotto questo punto di vista Grindhouse assomiglia più a un documentario antropologico sull’immaginario americano.

Grindhouse

La struttura del film è insolita e Tarantino – e qui sta molto del suo coraggio – si permette soluzioni diegetiche ardite e sperimentali: personaggi presentati velocemente e abbandonati altrettanto velocemente, assenza totale di “crescite” e “trasformazioni”, le motivazioni dei personaggi poi sono totalmente inesistenti e le loro azioni non hanno altro scopo che portare ai magnifici scontri che chiudono/aprono ognuna delle tre macrosequenze in cui è strutturato il film, sino a giungere all’apoteosi comica finale.

Tarantino, che interpreta anche la parte di un eccentrico barista, gioca e sfida il suo pubblico, che per seguirlo deve essere altrettanto colto e attento: le citazioni sono in ogni singola inquadratura, in ogni singolo poster o targa automobilistica… e in un supermarket la suoneria del cellulare di una delle protagoniste ha addirittura il famoso “motivetto fischiettato” del suo Kill Bill.

Tutta la musica si appresterà, da subito, a diventare materiale da hit parade per il suo pubblico, e per noi spettatori italiani non può che essere motivo di orgoglio e vanto. Ancora una volta Tarantino ci dimostra infatti quanto ami il nostro cinema scegliendo motivi di Morricone e temi estratti dalle colonne sonore di “La polizia sta a guardare“, “Il gatto a nove code“, “Italia a mano armata”, sebbene anche le altre tracce siano superlative (su tutte, la cover di “Baby it’s you” degli Smith).

Unico elemento “dissonante” in tanto divertimento cinefilo forse è legato alle troppe “chiacchiere” dei personaggi (ma questo deriva da quanto detto all’inizio riguardo la durata del film). I divertenti dialoghi che caratterizzano i film di Tarantino sembrano essere in questo caso decisamente eccessivi, perdendosi spesso in innumerevoli aneddoti e in una serie infinita di particolari ridondanti.

È da segnalare una simpatica analogia che accomuna Quentin Tantino a un nostro regista, apparentemente distante dal suo tipo di cinema: Nanni Moretti. I due infatti condividono surreali elenchi di film e serial televisivi che fanno recitare ai loro personaggi, Ne è un esempio Zozza Mary, Pazzo Gary (Dirty Mary Crazy Larry, 1974, di John Hough) film a cui Tarantino si ispira esplicitamente e che cita più volte.

Consiglio infine un giretto sull’ottimo sito ufficiale in cui è possibile guardare trailer, interviste, creare un proprio spot o un poster, ascoltare la soundtrack e scaricare gadgets (anche per il vostro i-pod).

Sito ufficiale
Colonna sonora





Scritto da:

diego altobelli - che ha scritto 30 articoli in eCinema Blog – Cinema Blog.

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4 Commenti per questo Articolo

  1. daniela dice:

    che dire? sono anche io una tarantiniana tarantolata…il film è strepitoso e tarantino non si smentisce mai,,,,non è alla pari di kill bill ma può andare, anzi, deve andare,,,,,buon film a tutti i tarantiniani!!!!!!!!!!!

  2. vince dice:

    Hai ragione… però secondo me questo film rappresenta un’evoluzione del tipo di Cinema fatto da Quentin Tarantino con Kill Bill 1 e 2… C’è qualcosa di diverso ma non lo reputo al di sotto del livello dei film con Uma Thurman!

  3. Il Papa mi aiutera' dice:

    Questo film mi ha emozionato molto, io sono un fan di questo film, voglio sfondi download movie .

  4. Il Papa mi aiutera' dice:

    Questo film mi ha emozionato molto, io sono un fan di questo film, voglio sfondi movie download.

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